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La Biblioteca Nazionale Marciana
La Biblioteca Nazionale Marciana è aperta a tutti coloro vogliano leggere, studiare, consultare, ricercare o semplicemente curiosare tra gli scaffali delle sue consultazioni. Già 'pubblica' nella mente di Francesco Petrarca, che per per primo concepì l'audace progetto di una biblioteca aperta nel cuore della Repubblica di Venezia, conferma la sua missione di luogo dedicato alla lettura e studio in città e di promozione, diffusione e conoscenza del suo ricchissimo patrimonio manoscritto e a stampa. Basta superare i Giganti che presidiano l'entrata, che paiono minacciosi ma sono disarmati, per scoprire un mondo di libri e di storie, un luogo che sa accogliere e ospitare, un angolo di bellezza che invita a sostare, pensare, studiare, ricercare o perdersi tra i libri.
L'idea della realizzazione di una biblioteca pubblica a Venezia prese forma per la prima volta con la permanenza di Francesco Petrarca nella città della laguna. Nel 1362 egli decise di donare i suoi libri alla Repubblica perché andassero a formare il primo nucleo di una più ampia raccolta aperta agli studiosi e amanti della cultura. Nella deliberazione di accettazione della proposta del poeta, il Maggior Consiglio prospettava le spese necessarie per adibire un luogo adatto alla conservazione di libri. Il disegno di Francesco Petrarca non ebbe però seguito. Nel secolo successivo la donazione del 1468 dell'imponente e preziosa raccolta libraria del cardinale greco Bessarione, che giungeva a Venezia a partire dal 1469 e veniva ospitata in Palazzo Ducale, governata dal Senato e posta sotto la cura dei Procuratori di San Marco, diede un reale impulso all'idea della costruzione della biblioteca dello Stato. Essa prese però corpo concretamente solo sotto il doge Andrea Gritti e il suo progetto di rilancio della città. La realizzazione dell'edificio della Pubblica Libreria, ospitante la collezione di Bessarione con le future acquisizioni e gli uffici (o ridotti) dei Procuratori di S. Marco, fu affidata a Jacopo Sansovino che iniziò i lavori nel 1537. Il completamento dell'opera, dopo la sua morte, avvenuta nel 1570, fu opera di Vincenzo Scamozzi. Nel 1560 la Libreria di S. Marco, sottoposta alla magistratura dei Riformatori dello Studio di Padova, era in funzione: l'ampio salone fu corredato di banchi di legno di noce per la lettura a cui erano incatenati i codici e di alcuni armadi per custodire i libri, e impreziosito da un ricco apparato decorativo. Il Vestibolo fu destinato a sede della Scuola di S. Marco e di riunioni accademiche. Nel 1596 si inaugurava lo Statuario Pubblicodella Repubblica nel Vestibolo riadattato della Libreria, per accogliere la donazione di statue greche e romane del cardinale Giovanni Grimani, integrata da altri pezzi di Federico Contarini. La vita della Libreria e quella dello Statuario da allora rimasero intrecciate sino al primo Novecento, quando venne istituito il Museo Archeologico. (Fonte: Biblioteca Nazionale Marciana)

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in preparazione

Maurizio Messina
La Biblioteca Marciana
Cod. Lat. 1, 99 - XVI sec.
Breviario Grimani
Francesco Petrarca e
la nascita della Biblioteca
Cod. Gr. Z. 479 - XI sec.
Oppianus
Cynegetica
Cod. Lat. V, 58 - 9 gennaio 1323
Il testamento di Marco Polo
Pietro Bembo,
bibliotecario dal 1530 al 1543
Cod. Lat. 1, 77 - XIII sec.
Psalterium
Cod. Gr. Z. 402 - 1289 ca.
Michael Glycas
Annales
Cardinale Bessarione
L'Iliade, Homerus Venetus A
Cod. Lat. 9, 1 - 1450
Eusebius Phamphilibus
Chronicon
Cod. It. 9. 276 - XIV sec.
Dante Alighieri
La Divina Commedia
Cod. Lat. X, 190 - XV sec.
Promissio ducalis
Francesco Foscari nell'opera
di Giuseppe Verdi
Enrico Pieranunzi
Domenico Scarlatti
Sonata K. 208
Domenico Scarlatti
Gli essercizi per gravicembalo,
ossia le XXX sonate