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La Biblioteca Alessandrina
Archivio di Stato di Roma

Bellezza Orsini
La costruzione di una strega

Michele Di Sivo
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Michele Di Sivo, storico e archivista di Stato, ci racconta la tragica storia di Bellezza Orsini. La donna era figlia naturale di Pietro Angelo e serva degli Orsini feudatari di Monterotondo, nel 1528 fu accusata di stregoneria in seguito alla fama pubblica sui suoi “malefici” con le erbe.
Processata e torturata, finì per cedere alle accuse passando da una decisa difesa dei suoi comportamenti alla descrizione del sabba con il diavolo attorno al noce di Benevento. Insieme al fascicolo, trascritto dal notaio, Bellezza lasciò però anche un suo documento straordinario: la confessione autografa scritta in un quaderno, dove depositò la sua acuta testimonianza in risposta all’ultima domanda del giudice sulla vera stregoneria. La stregoneria, dice Bellezza, non è il sabba col diavolo, la stregoneria è come quando si imparano le lettere dell’alfabeto, cioè degli elementi che si possono combinare all’infinito; nasce allora l’insoddisfazione per quello che si impara, perché quello che si è capito non basta, bisogna imparare sempre di più: la stregoneria è questo. Per Bellezza è qualcosa di talmente chiaro che quando finisce di scrivere il suo quaderno si uccide. Prevenendo con il suicidio la condanna al rogo, ha fatto sì che il quaderno si sia salvato. Michele Di Sivo è storico e archivista di Stato. È studioso di storia della giustizia e delle fonti giudiziarie dal XV al XX secolo. È autore del libro Bellezza Orsini. La costruzione di una strega (1528), che comprende l’edizione integrale del processo e del quaderno autografo.

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