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La Biblioteca Universitaria di Padova
Il De civitate Dei postillato da Francesco Petrarca
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Ilario Ruocco presenta il Manoscritto 1490, codice pergamenaceo, prodotto in Francia tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300, che contiene il De Civitate Dei, opera scritta da Sant’Agostino per respingere l’accusa rivolta dai pagani ai cristiani di essere responsabili della caduta dell’Impero romano. Questo codice, vergato in scrittura gotica parigina, fu acquistato ad Avignone nel 1325 da Ildebrandino de’ Conti, vescovo di Padova. Il suo interesse risiede essenzialmente nel fatto che contiene marginalia, annotazioni personali, oltre che del suo proprietario, che sulle orme di Agostino, confronta con la storia antica con quella del suo tempo, anche del Petrarca, che invita Ildebrandino a farsi vessillifero della Città di Dio. Nel loro dialogo si intravedono già gli albori dell’Umanesimo. "Sic hodie faciunt domini in Lombardia» [«Così oggi fanno i signori in Lombardia», cioè nel Nord Italia], Francesco Petrarca

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